Busano (Torino)
– Venerdì 8 novembre alle ore 20.45 presso l’hangar elicotteri del
campo volo Pegasus di Busano in via Stefano Bruda 33 il fotoreporter Alberto Alpozzi terrà la
fotoconferenza “Guerra è pace?” sulle Missioni Internazionali delle Forze Armate italiane, organizzata dall’Associazione Paracadutisti del Canavese con il patrocinio del Comune di Busano.
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Attualmente le Forze Armate Italiane, secondo Risoluzioni del Consiglio
di Sicurezza delle Nazioni Unite, sono impegnate in tre teatri
operativi all’estero: ISAF Afghanistan, UNIFIL Libano e KFOR Kosovo più la Missione Atalanta nel golfo di Aden e oceano Indiano.
Tutti i dettagli dell’evento qui nella pagina su Facebook “Incontro con il fotoreporter di guerra Alberto Alpozzi”.
Alberto Alpozzi fotografo professionista di Torino, specializzato in fotografia per l’architettura, reportage, sfilate di moda, foto di scena per cinema e teatro, composit e book fotografici per attrici e modelle. SITO WEB UFFICIALE: http://www.albertoalpozzi.it STUDIO FOTOGRAFICO in Via San Secondo 96/c (tra corso Turati e corso Re Umberto), piano terra, 10128 – Torino – Italy Chiamami al +39.011.501700 oppure per urgenze al +39.338.9107608
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venerdì 8 novembre 2013
Fotoconferenza GUERRA E’ PACE?
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giovedì 4 aprile 2013
Torino saluta la Brigata Taurinense rientrata dalla missione in Afghanistan
di Alberto Alpozzi – Fotoreporter embedded
Torino, 4 aprile 2012
Da Torino a Herat e ritorno. Sei mesi di missione operativa per la
Brigata alpina Taurinense rientrata in patria cedendo il comando ai
colleghi della Brigata Julia.
Stamane a Torino in piazza Castello si è
svolta la cerimonia di saluto della città di Torino alla Taurinense
ormai alla fine del quarto mandato in Afghanistan, dopo quelli del 2005, 2008 e 2010. L’evento, come consuetudine. è stato preceduto dall’esibizione della Fanfara della Taurinense.
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venerdì 22 marzo 2013
L’Afghanistan nell’obiettivo di Alberto Alpozzi. Parte 1: La Voce della Russia
L’Afghanistan nell’obiettivo di Alberto Alpozzi. Parte 1: La Voce della Russia
La mia intervista rilasciata a "La Voce della Russia" sul tema Afghanistan - PRIMA PARTE
Alberto Alpozzi Fotoreporter - Info e contatti
La mia intervista rilasciata a "La Voce della Russia" sul tema Afghanistan - PRIMA PARTE
Alberto Alpozzi Fotoreporter - Info e contatti
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lunedì 25 giugno 2012
News Afghanistan, Carabiniere italiano muore in attacco
NEWS AFGHANISTAN, 25 Giugno 2012 – Un carabiniere, Manuele Braj,
di 30 anni, del 13° Rgt. “Friuli-Venezia Giulia” appartenente al
Police Speciality Training Team (PSTT). è deceduto stamane alle ore
08.50 locali (06.20 italiane) in Adraskan (Afghanistan occidentale –
RC-WEST) a seguito di un’esplosione, causata da un razzo lanciato sulla
base dall’esterno, probabilmente un RPG.
Nell’attacco al campo
addestrativo della Polizia afghana sono rimasti gravemente feriti altri
due carabinieri, il maresciallo capo Dario Cristinelli, 37 anni, di Lovere (Bergamo) e il carabiniere scelto Emiliano Asta,
29, di Alcamo (Trapani), rispettivamente della 2^ Brigata Mobile di
Livorno e del 7° Rgt “Trentino-Alto Adige”; sono stati successivamente
elitrasportati presso l’ospedale militare USA (ROLE 2) di Shindand, ove
sono ricoverati non in pericolo di vita.
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giovedì 14 giugno 2012
Afghanistan, Shindand – Check Point
NEWS AFGHANISTAN – 26/12/2011
Dintorni di Shindand, Afghanistan. Check Point con la Task Force Center del 66° Aeromobile Trieste.
Tutte le foto cliccando qui
Reportage Afghanistan clicca qui
Dintorni di Shindand, Afghanistan. Check Point con la Task Force Center del 66° Aeromobile Trieste.
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Reportage Afghanistan clicca qui
giovedì 31 maggio 2012
ALBERTO ALPOZZI photographer - Fotografi Italiani
ALBERTO ALPOZZI photographer - Fotografi Italiani
ALBERTO ALPOZZI fotografo Torino
Fotografo professionista di Torino, specializzato in reportage e fotografia per
l'architettura.
Insegna fotografia al Politecnico di Torino presso la facoltà di Architettura.
A dicembre 2011 fotografo embedded ad Herat Afghanistan per documentare la missione Isaf nel distretto Rc - West; sempre per l'Esercito Italiano nell'anno 2010 ha tenuto degli incontri di aggiornamento professionale per il personale dell'Ufficio Comunicazione della Regione Militare Nord.
Sempre nel 2010 ho fatto parte della troupe tedesca della Bilderfest, unico italiano, per la realizzazione del documentario " Ustica - Tragedia nei cieli " andato in onda sul LA7 e History Channel per i 30 anni della strage di Ustica.
Sue fotografie sono pubblicate su riviste e quotiani nazionali e internazionali.
ALBERTO ALPOZZI fotografo Torino
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martedì 22 maggio 2012
Perchè torno in Afghanistan
Fotoreporter in Afghanistan - qui tutto l'articolo
[...] La guerra da sempre è morte e distruzione, oggi ancora di più perchè il cinismo e il sensazionalismo dei media si nutrono solo di stragi e catastrofi, la notizia è la “morte” non la “vita" [...]
[...] La guerra da sempre è morte e distruzione, oggi ancora di più perchè il cinismo e il sensazionalismo dei media si nutrono solo di stragi e catastrofi, la notizia è la “morte” non la “vita" [...]
Non dobbiamo mai dimenticare che gli esseri umani che si trovano a vivere simili tragedie, siano essi civili:
uomini, donne e bambini, oppure militari, sono prima di tutto persone
come noi: hanno dei sentimenti, delle necessità e una famiglia e nel
nostro caso sono anche italiani
Non dobbiamo mai perdere di vista l’Uomo
prima di esprimere giudizi, formulare pensieri e quindi poi giudicare.
La guerra, in qualunque parte del mondo da sempre, è solo – tristemente –
un fattore economico del quale ne fanno le spese le persone coinvolte a
vario titolo.[...]
[...] Ritorno in Afghanistan: per loro, per le loro famiglie e per tutti
quegli italiani che ancora non sanno, non vogliono vedere e capire che
prima di tutto l’onore e l’unicità dei nostri ragazzi va al di là di
qualunque questione politica e della guerra [...]
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giovedì 5 aprile 2012
Reportage 2011 Herat, Afghanistan
10 Gennaio 2011 - Intervista nella trasmissione Gente che parla con Cristiano Tassinari - http://www.albertoalpozzi.it/info
Afghanistan, slightly in focus
dall’intervista di Fabio Lepore su FUTURA – Il giornale on-line del Master in giornalismo di Torino
Dalle cattedre del Poli alle strade polverose dell’Afghanistan. Con la macchina fotografica al collo. Ogni situazione è buona per ottenere lo scatto giusto: quello del reporter a caccia di immagini, nonostante siano lontani i tempi di Robert Capa, è ancora oggi un mestiere che non conosce confini. E richiede passione. La stessa che ha portato il torinese Alberto Alpozzi, classe 1979, a decidere di trascorrere l’ultimo Natale con i soldati italiani in missione a Herat, Ovest dell’Afghanistan.
Perché un’esperienza di questo tipo?
Quello che mi piace della fotografia è il fatto di poter ritrarre situazioni particolari, non comuni. Andare oltre, spingermi oltre a quello che chiunque può vedere. D’altronde, se ci pensi, oggi con le macchine digitali più o meno tutto è alla portata di tutti. Quindi il modo in cui un fotografo può differenziare la qualità e la professionalità del suo lavoro è arrivare in luoghi da documentare dove non tutti sono disposti o hanno la possibilità di andare. Documentare, anche, quello che gli altri vogliono soltanto vedere, ma non vivere. L’idea con cui sono partito per l’Afghanistan era questa. E poi, soprattutto, raccontare un periodo molto particolare, quello del Natale, e cercare di capire come viene vissuto a distanza da migliaia di italiani. Noi pensiamo che sono militari, ma prima di tutto sono ragazzi, uomini. E italiani. Persone che – scelta condivisibile o meno, ma non sta a me entrare nel merito di questo tipo di polemiche – hanno comunque scelto di stare distanti da casa, dalle famiglie, dalle mogli, dalle fidanzate e, molti, dai figli.
Continua a leggere l'intervista sul mio sito web qui
Dalle cattedre del Poli alle strade polverose dell’Afghanistan. Con la macchina fotografica al collo. Ogni situazione è buona per ottenere lo scatto giusto: quello del reporter a caccia di immagini, nonostante siano lontani i tempi di Robert Capa, è ancora oggi un mestiere che non conosce confini. E richiede passione. La stessa che ha portato il torinese Alberto Alpozzi, classe 1979, a decidere di trascorrere l’ultimo Natale con i soldati italiani in missione a Herat, Ovest dell’Afghanistan.
Perché un’esperienza di questo tipo?
Quello che mi piace della fotografia è il fatto di poter ritrarre situazioni particolari, non comuni. Andare oltre, spingermi oltre a quello che chiunque può vedere. D’altronde, se ci pensi, oggi con le macchine digitali più o meno tutto è alla portata di tutti. Quindi il modo in cui un fotografo può differenziare la qualità e la professionalità del suo lavoro è arrivare in luoghi da documentare dove non tutti sono disposti o hanno la possibilità di andare. Documentare, anche, quello che gli altri vogliono soltanto vedere, ma non vivere. L’idea con cui sono partito per l’Afghanistan era questa. E poi, soprattutto, raccontare un periodo molto particolare, quello del Natale, e cercare di capire come viene vissuto a distanza da migliaia di italiani. Noi pensiamo che sono militari, ma prima di tutto sono ragazzi, uomini. E italiani. Persone che – scelta condivisibile o meno, ma non sta a me entrare nel merito di questo tipo di polemiche – hanno comunque scelto di stare distanti da casa, dalle famiglie, dalle mogli, dalle fidanzate e, molti, dai figli.
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