L’Afghanistan nell’obiettivo di Alberto Alpozzi. Parte 1: La Voce della Russia
La mia intervista rilasciata a "La Voce della Russia" sul tema Afghanistan - PRIMA PARTE
Alberto Alpozzi Fotoreporter - Info e contatti
Alberto Alpozzi fotografo professionista di Torino, specializzato in fotografia per l’architettura, reportage, sfilate di moda, foto di scena per cinema e teatro, composit e book fotografici per attrici e modelle. SITO WEB UFFICIALE: http://www.albertoalpozzi.it STUDIO FOTOGRAFICO in Via San Secondo 96/c (tra corso Turati e corso Re Umberto), piano terra, 10128 – Torino – Italy Chiamami al +39.011.501700 oppure per urgenze al +39.338.9107608
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venerdì 22 marzo 2013
giovedì 20 settembre 2012
KFOR - Torinesi al fronte
Reportage Kosovo
Intervista al Caporal Maggiore Scelto Federico Denaro e al Capitano Rita Cornacchia attualmente impegnati nella missione KFOR in Kosovo.
Per leggere tutta l'intervista su PERO' TORINO clicca qui
martedì 11 settembre 2012
Reportage 2012 Kosovo "KFOR"
Fotografo Torino Alberto Alpozzi - Info e Contatti
martedì 22 maggio 2012
Perchè torno in Afghanistan
Fotoreporter in Afghanistan - qui tutto l'articolo
[...] La guerra da sempre è morte e distruzione, oggi ancora di più perchè il cinismo e il sensazionalismo dei media si nutrono solo di stragi e catastrofi, la notizia è la “morte” non la “vita" [...]
[...] La guerra da sempre è morte e distruzione, oggi ancora di più perchè il cinismo e il sensazionalismo dei media si nutrono solo di stragi e catastrofi, la notizia è la “morte” non la “vita" [...]
Non dobbiamo mai dimenticare che gli esseri umani che si trovano a vivere simili tragedie, siano essi civili:
uomini, donne e bambini, oppure militari, sono prima di tutto persone
come noi: hanno dei sentimenti, delle necessità e una famiglia e nel
nostro caso sono anche italiani
Non dobbiamo mai perdere di vista l’Uomo
prima di esprimere giudizi, formulare pensieri e quindi poi giudicare.
La guerra, in qualunque parte del mondo da sempre, è solo – tristemente –
un fattore economico del quale ne fanno le spese le persone coinvolte a
vario titolo.[...]
[...] Ritorno in Afghanistan: per loro, per le loro famiglie e per tutti
quegli italiani che ancora non sanno, non vogliono vedere e capire che
prima di tutto l’onore e l’unicità dei nostri ragazzi va al di là di
qualunque questione politica e della guerra [...]
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giovedì 3 maggio 2012
Book Fotografico Francesca Torino
Il primo book fotografico della torinese Francesca
dall’articolo su Cronaca Qui Torino del 3 Maggio 2012. Leggi qui tutto l’articolo
[...] “Posare come una vera fotomodella - dice Francesca -
è stata una grande emozione e una bellissima esperienza che mi ha
permesso di acquisire maggior fiducia in me stessa e consapevolezza del
mio corpo.
Il primo scoglio da affrontare è stata la ricerca di un fotografo al quale rivolgermi, in questo mi sono affidata all’istinto e tra i vari fotografi di Torino sono passata in studio da Alberto Alpozzi per conoscerlo personalmente dopo aver letto delle ottime recensioni su internet che parlavano di lui e del suo lavoro. Siamo subito entrati in sintonia ed ha subito compreso le mie perplessità circa la prima volta di fronte ad un obiettivo fotografico; si è subito creata una bella complicità che mi ha permesso di sentirmi a mio agio quando ci siamo trovati sul set per la realizzazione delle immagini.” [...]
Il primo scoglio da affrontare è stata la ricerca di un fotografo al quale rivolgermi, in questo mi sono affidata all’istinto e tra i vari fotografi di Torino sono passata in studio da Alberto Alpozzi per conoscerlo personalmente dopo aver letto delle ottime recensioni su internet che parlavano di lui e del suo lavoro. Siamo subito entrati in sintonia ed ha subito compreso le mie perplessità circa la prima volta di fronte ad un obiettivo fotografico; si è subito creata una bella complicità che mi ha permesso di sentirmi a mio agio quando ci siamo trovati sul set per la realizzazione delle immagini.” [...]
Prenota il tuo book fotografico o serivizio personale anche su Facebook nel gruppo “Book Fotografico Professionale – Torino”
[...] “le foto le ho realizzate per me stessa - continua Francesca – e
non credo che il mondo della moda faccia per me, anche se aver vissuto
per una giornata un’esperienza così elettrizzante non mi è per niente
dispiaciuto e sarei rimasta ancora sul set a farmi fare altre foto da
Alberto che si è dimostrato all’altezza della sua fama”. [...]
giovedì 5 aprile 2012
Reportage 2011 Herat, Afghanistan
10 Gennaio 2011 - Intervista nella trasmissione Gente che parla con Cristiano Tassinari - http://www.albertoalpozzi.it/info
Afghanistan, slightly in focus
dall’intervista di Fabio Lepore su FUTURA – Il giornale on-line del Master in giornalismo di Torino
Dalle cattedre del Poli alle strade polverose dell’Afghanistan. Con la macchina fotografica al collo. Ogni situazione è buona per ottenere lo scatto giusto: quello del reporter a caccia di immagini, nonostante siano lontani i tempi di Robert Capa, è ancora oggi un mestiere che non conosce confini. E richiede passione. La stessa che ha portato il torinese Alberto Alpozzi, classe 1979, a decidere di trascorrere l’ultimo Natale con i soldati italiani in missione a Herat, Ovest dell’Afghanistan.
Perché un’esperienza di questo tipo?
Quello che mi piace della fotografia è il fatto di poter ritrarre situazioni particolari, non comuni. Andare oltre, spingermi oltre a quello che chiunque può vedere. D’altronde, se ci pensi, oggi con le macchine digitali più o meno tutto è alla portata di tutti. Quindi il modo in cui un fotografo può differenziare la qualità e la professionalità del suo lavoro è arrivare in luoghi da documentare dove non tutti sono disposti o hanno la possibilità di andare. Documentare, anche, quello che gli altri vogliono soltanto vedere, ma non vivere. L’idea con cui sono partito per l’Afghanistan era questa. E poi, soprattutto, raccontare un periodo molto particolare, quello del Natale, e cercare di capire come viene vissuto a distanza da migliaia di italiani. Noi pensiamo che sono militari, ma prima di tutto sono ragazzi, uomini. E italiani. Persone che – scelta condivisibile o meno, ma non sta a me entrare nel merito di questo tipo di polemiche – hanno comunque scelto di stare distanti da casa, dalle famiglie, dalle mogli, dalle fidanzate e, molti, dai figli.
Continua a leggere l'intervista sul mio sito web qui
Dalle cattedre del Poli alle strade polverose dell’Afghanistan. Con la macchina fotografica al collo. Ogni situazione è buona per ottenere lo scatto giusto: quello del reporter a caccia di immagini, nonostante siano lontani i tempi di Robert Capa, è ancora oggi un mestiere che non conosce confini. E richiede passione. La stessa che ha portato il torinese Alberto Alpozzi, classe 1979, a decidere di trascorrere l’ultimo Natale con i soldati italiani in missione a Herat, Ovest dell’Afghanistan.
Perché un’esperienza di questo tipo?
Quello che mi piace della fotografia è il fatto di poter ritrarre situazioni particolari, non comuni. Andare oltre, spingermi oltre a quello che chiunque può vedere. D’altronde, se ci pensi, oggi con le macchine digitali più o meno tutto è alla portata di tutti. Quindi il modo in cui un fotografo può differenziare la qualità e la professionalità del suo lavoro è arrivare in luoghi da documentare dove non tutti sono disposti o hanno la possibilità di andare. Documentare, anche, quello che gli altri vogliono soltanto vedere, ma non vivere. L’idea con cui sono partito per l’Afghanistan era questa. E poi, soprattutto, raccontare un periodo molto particolare, quello del Natale, e cercare di capire come viene vissuto a distanza da migliaia di italiani. Noi pensiamo che sono militari, ma prima di tutto sono ragazzi, uomini. E italiani. Persone che – scelta condivisibile o meno, ma non sta a me entrare nel merito di questo tipo di polemiche – hanno comunque scelto di stare distanti da casa, dalle famiglie, dalle mogli, dalle fidanzate e, molti, dai figli.
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